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Ricordare per vivere

Sembrava proprio che fosse già scritto che il matrimonio tra i Giuseppini del Murialdo e il quartiere San Lorenzo era da farsi.

Da una parte un quartiere giovane, di operai e artigiani che agli inizi del secolo scorso era nato proprio per accogliere famiglie povere, dall’altra una congregazione che ha come carisma principale proprio quello di assistere ed aiutare i giovani e le loro famiglie nell’apprendere e ricercare un lavoro.

Ed è proprio questo connubio che da oltre un secolo tiene unite due realtà che anche se evolute con il tempo, sicuramente hanno in comune uno stesso traguardo.

Ripercorrere questi cento anni è allo stesso tempo ricordare i nomi di tanti giuseppini che nel tempo hanno insieme collaborato alla crescita dell’Opera e del quartiere e questo ci farà anche comprendere meglio la realtà di oggi. Siamo agli inizi del XX Secolo (1904) quando p. Maurizio Chamossi arrivò a San Lorenzo insieme ad altri confratelli, su richiesta del Papa di allora Pio X che conosceva bene la Congregazione dei Giuseppini e il carisma del Murialdo. Il quartiere andava costituendosi e per allora c’erano solamente poche case: povere e in gran parte prive di servizi. È in un appartamento di Via dei Campani al civico 72, che inizia la storia di questo matrimonio con il povero sacerdote che si trova di fronte ad una realtà diversa da quella che conosceva: un aggregato eterogeneo di famiglie anche numerose, unite dal solo obiettivo di trovare, nella Roma dell’epoca un lavoro.

Di lì a breve sempre con l’aiuto del Papa Pio X in soli 5 anni si edificò quella che tuttora è l’edificio dell’Opera San Pio X (1909).

La nuova opera con l’allora Parroco e Direttore p. Pietro Carrà inizia a creare i primi servizi per i giovani e le famiglie del quartiere e da quello stesso anno per la prima volta inizia una consuetudine che ogni anno rinnova questo evento e raduna attorno alla Madonna Immacolata (Statua donata proprio dal Papa Pio X) tanti fedeli che negli anni hanno vissuto nel quartiere e non dimenticano l’impegno che tanti giuseppini con abnegazione, hanno profuso.

Negli anni a seguire e con il passare di diversi direttori tra cui citiamo p. Girolamo Apolloni e mons. Emilio Cecco, nell’Opera fioriscono tante attività molte di queste proprio indirizzate ai giovani e al lavoro, come la scuola di Arti e Mestieri, la scuola elementare gratuita, il doposcuola e le varie attività legate alla musica considerata già all’epoca un catalizzatore e un volano per i giovani.

Quando era direttore p. Luigi Casaril (dal 1922 al 1931) fu eretto il campanile, ad imitazione
di quello di Venezia, alto ben 45 metri, che da allora caratterizza lo skyline del quartiere.

Ma gli anni, con la figura di p. Bartolo Zanata (Direttore dal 1940 al 1953) corrono veloci e si arriva purtroppo alla data del 19 Luglio 1943 che rimane impressa nell’Opera e nel quartiere. Sono 1.492 i nomi dei sanlorenzini scritti nel monumento a ricordo delle vittime del bombardamento. Le memorie, i ricordi, le testimonianze di quei giorni tessono una invisibile trama che nel tessuto di questo quartiere chiuso tra la Ferrovia, l’Università e il Cimitero del Verano lo farà sempre essere un unicum nella città di Roma.

Un ricordo di quella data ritorna anche nelle pitture interne della chiesa dell’Immacolata, dove negli anni tra il 1946 e il 1954 l’abile opera del pittore M. Prayer dipinse i volti di molti dei caduti del 19 Luglio.

 

In questi anni di guerra l’Opera, sempre seguendo il carisma murialdino, con tanti confratelli aiuta instancabilmente i giovani, le famiglie donando sempre speranza e conforto.
Negli anni a seguire, san Lorenzo non cambia: rimane sempre un quartiere umile con famiglie di operai ed artigiani e l’opera dei Giuseppini ben si confà a quel clima e così crescono le attività scolastiche con ben 500 allievi, le attività sportive, la nascita del cinema Pio X (poi chiamato Tibur) e non ultimo proprio, in questo periodo, vedono portare frutto circa 60 vocazioni sia maschili che femminili.
Fu con il direttore p. Giuseppe Canova (Direttore dal 1957 al 1969) che l’Opera vive il periodo storico del Concilio Vaticano II, che con le sue innovazioni liturgiche lascia un segno anche con modifiche strutturali nella chiesa quali, lo spostamento dell’altare maggiore, la costruzione del presbiterio in marmo e la sua pavimentazione. Ma nello stesso tempo anche il quartiere vive il periodo del boom economico con forti stravolgimenti per la popolazione residente che vede un fiorire sempre maggiore di attività artigianali e commerciali. La parrocchia festeggia la beatificazione del Murialdo (1963) con solenni celebrazioni.

Nel 1966 fu papa Paolo VI, in visita all’opera, a ricordare in un discorso i fatti di quel 19 Luglio quando, ancora monsignore, accompagnò il Papa Pio XII a San Lorenzo
dopo il disastroso bombardamento.

Con p. Francesco Prisco (Direttore dal 1969 al 1976) assistiamo alla canonizzazione del Murialdo ed anch’essa sarà celebrata ampiamente nella parrocchia. Inoltre in questo periodo, per ospitare i tanti giovani che vengono a Roma per studiare, nasce il pensionato universitario che a tutt’oggi rimane un punto centrale e importante dell’opera. Sono anche gli anni che vedono il quartiere vivere forti scontri politici e di lotta studentesca, i famosi anni di piombo, che vedono i giuseppini sempre a fianco ai giovani per dare loro un punto di riferimento stabile e sicuro.

L’arrivo nella parrocchia del nuovo papa Wojtyla con il direttore p. Rinaldo Rey (1976- 1982) fa ulteriormente rinnovare la forza dei giuseppini tra i giovani e le associazioni
del quartiere.
Con p. Ettore Cunial insieme a tanti miglioramenti nell’Opera, si celebrano in grande solennità, i 75 anni dell’Opera. Nel 1986 prende inizio l’attività ricreativa dell’Estate ragazzi che ancora oggi raduna sotto il campanile, i bambini del quartiere.

Negli anni seguire con il direttore p. Mario Pesci, l’Opera chiude la realtà scolasticaStoria13 delle scuole paritarie e si creano nuove stanze per il pensionato. Il quartiere piano piano cambia aspetto: da quartiere-paese, abitato prevalentemente da famiglie, si passa ad un quartiere-dormitorio per tanti giovani studenti e le attività artigianali e commerciali si trasformano rapidamente in locali di svago e supermercati. Seguono poi p. Giuseppe Bellotto e p. Pierluigi Brizi rispettivamente direttori dal 1997 al 2003 e dal 2003 al 2009 (anno del centenario) che continuano l’opera di miglioramento delle strutture. Le associazioni fioriscono nei vari ambiti.

E siamo ai giorni di oggi i cui l’Opera, sotto la guida di p. Antonio Molinaro, in carica dal 2009 coinvolge sempre più i giovani, gli adulti e le famiglie nelle attività parrocchiali. Nel 2012 redige insieme alla comunità, il primo progetto educativo pastorale di cui questo ne è la continuazione, un’opera programmatica dettagliata che ha favorito il rinascere di tante attività. In questi anni inoltre l’estetica dell’Opera cambia volto e molte sale rinnovano il loro aspetto.

Non poteva mancare in questa rapido excursus storico di menzionare delle figure che nell’Opera e nel quartiere hanno lasciato un segno indelebile, citiamo per primi i sacerdoti che sono passati alla casa del padre recentemente e tra questi p. Antonino Toso e p. Ugo Maggiore ma anche figure come quelle di p. Libero Raganella, p. Edmondo Costanzi, p. Antonio Dalla Pozza e tanti altri i cui nomi rimangono sempre scolpiti nel cuore di tutti.

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