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Progetto Educativo Pastorale 2012-2015

Presentazione di Mons Guerino Di Tora

Con grande gioia mi unisco alla presentazione del “progetto educativo-pastorale” dell’Opera “San Pio X”.
Ormai da molti anni i figli spirituali di San Leonardo Murialdo operano nel quartiere di San Lorenzo di Roma, e nel passare del tempo e nell’evolversi delle situazioni sociali hanno saputo ben inserire con la loro presenza il carisma murialdino nella realtà per niente facile di questo quartiere spesso alla ribalta delle cronache.
Il progetto, pur se a tutto campo pastorale, si rivolge soprattutto al mondo giovanile ed universitario, proprio per dare ai giovani del luogo e soprattutto agli studenti universitari fuori sede una possibilità di crescita “diversa”. Scoprire insieme la bellezza del vivere nell’esperienza cristiana, la gioia di mettersi al servizio degli altri, la speranza di realizzare una società diversa.
Un programma dettagliato, sviluppato nell’arco di quattro anni che spazia dai valori dell’accoglienza, ai processi educativi per condurre ad una crescita di maturità spirituale e cristiana in un contesto di appartenenza al carisma murialdino.
Le scelte di campo portano a valorizzare lo sport come elemento educativo, senza dimenticare itinerari di ricerca vocazionale. La collaborazione con le altre parrocchie della prefettura, nella piena adesione al progetto diocesano, rende ancora più attuale e vivo il carisma del fondatore San Leonardo Murialdo.

Mons Guerino Di Tora
Vescovo ausiliare di Roma – settore nord

Presentazione di p. Tullio Locatelli

Programmare il futuro sembra sempre più difficile ma sempre più necessario.
Il progetto pastorale 2012-2015 dell’opera giuseppina San Pio X- Parrocchia Immacolata e San Giovanni Berchmans raccoglie la duplice sfida, dosando sapientemente la memoria della storia e l’attenzione al presente, le sfide di oggi con le risorse da mettere in campo.
Il progetto comunica fiducia, speranza, sguardo sereno sul presente e verso il futuro, indicando obiettivi e mezzi, che possono nel tempo dare concretezza ai propositi espressi.
Anima del progetto è “l’evangelizzare educando” nello stile del Murialdo, che chiama tutti ad una corresponsabilità condivisa perché si tratta di costruire camminando insieme.
Certo è manifesta una attenzione particolare alle nuove generazioni, e non può essere altrimenti per chi si dice giuseppino, laico o religioso che sia. È un “centro” che ha bisogno di tanti raggi, di un cerchio ben compatto, di tutti, insomma, perché si cresce insieme, adulti e giovani.
Tutta la comunità cristiana è chiamata ad operare perché nel realizzarsi del progetto si possano raccogliere frutti di comunione ecclesiale e sociale, per il bene della parrocchia e del quartiere, di quanti bussano alle porte dell’opera giuseppina.
Un augurio particolare è per i Giuseppini del Murialdo che formano la comunità religiosa e che per primi si sentono interpellati dal progetto, perché possano continuare ad essere animatori e “cuore” dell’opera.
Affido a Maria Immacolata e ai nostri santi patroni questo progetto, sapendo che possiamo contare sul loro aiuto e sulla loro intercessione.

p. Tullio Locatelli
superiore Provincia Italiana csj

Presentazione del Dott. Vincenzo Ziparo

Leggere i segni dei tempi sembra relativamente facile nei tempi che viviamo, tempi di crisi economica e sociale, tempi di cattivi esempi. E ancor più facile è in questi tempi lasciarsi andare al rimpianto di tempi passati, agli anni in cui la società si proiettava verso un progetto di benessere, lavoro, cultura. Ma se leggere i segni dei tempi è, invece, una sfida a trovare elementi di speranza e di fiducia, allora, il progetto pastorale degli amici dell’Opera S. Pio X, può essere letto come un segno, un segno importante, il segno della volontà di fare dell’educazione e della formazione terreni di impegno prioritario per la ricostruzione di un sistema sociale più umano, più accogliente e anche più efficace e competente.
Un progetto con al centro i giovani e i loro bisogni, che nasce dal radicamento nella realtà territoriale di San Lorenzo, una realtà che, come viene sottolineato nel progetto, ha una storia e un presente di accoglienza di migliaia di giovani che qui vengono per frequentare la Sapienza.
La storia del quartiere e la storia della parrocchia si intrecciano e costituiscono le radici delle molte iniziative che i diversi gruppi che ruotano intorno alla comunità dei Giuseppini del Murialdo assumono per i giovani e con i giovani. Nel vostro progetto si contano più di trenta gruppi attivi, segno di una capacità di accoglienza e di stimolo decisamente considerevoli. In gran parte le loro iniziative vedono protagonisti i giovani e sono rese possibili dall’ambiente accogliente e stimolante che i Giuseppini mettono a loro disposizione.
Molti degli obiettivi del progetto coincidono con quello che il nostro impegno di università, intesa non solo come luogo di formazione di professionalità, ma come un luogo di costruzione di persone capaci e responsabili, animate da valori civili e umani.
In un quartiere, come si dice nel documento, composto per metà da giovani universitari, le nostre strade si incontrano nel cercare un significato educativo alla temporaneità e al precariato e anche a cercare di stimolare il superamento di queste situazioni. I nostri percorsi si sono incontrati nella convenzione che ha consentito l’uso di grandi aule per il funzionamento di tre corsi di laurea magistrale e nella consolidata collaborazione tra l’ENGIM e SOUL, volta ad orientare i giovani al lavoro e ad aiutarli a valorizzare le loro esperienze e la professionalità che vanno acquisendo attraverso lo studio. Ci potremo incontrare anche in altre iniziative e nelle scelte di campo che avete assunto. Nel progetto sono del tutto condivisibili la fiducia nel rapporto con i giovani, la semplicità, l’idea della bellezza come elemento rilevante nella formazione dello spirito civico, l’impegno a costruire una rete di solidarietà per le persone più deboli.

Per il preside della Facoltà di Medicina e Psicologia è chiaro che il prendersi cura delle persone non si esaurisce nel curare i malanni fisici o psicologici, ma che deve e può sempre più assumere la dimensioni dell’ascolto, della presa in carico e della ricerca comune delle risposte più adeguate ai bisogni, dell’educazione come risposta che restituisce alle persone una dimensione di protagonismo nella gestione del proprio corpo, della propria mente e anche delle dimensioni sociale e politica.
La Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza, con i suoi dipartimenti e corsi di studio, è vostra vicina e collaboratrice. Nell’augurarci che il vostro progetto raggiunga i risultati attesi riteniamo di poter essere vostri compagni di strada, sapendo che sapremo reciprocamente accettarci “con le capacità e con i limiti, i successi e gli errori” e che la collaborazione, più che la competizione, è il seme intorno al quale fare crescere i cambiamenti necessari.
Buona strada

Dott. Vincenzo Ziparo
Preside della Facoltà di Medicina e Psicologia “Sapienza” Università di Roma

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